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La Paura di scrivere davvero, così come la paura di vivere
a cura di Antonella Di Moia Parliamone.Vi siete mai chiesti da dove venga il vostro istinto a essere sempre assolutamente consoni e aderenti a certi canoni che vi hanno infilato in testa nel tempo (peraltro senza riuscirci granché)? Contesto sociale, famiglia, scuola, esperienze varie ed eventuali… Ma soprattutto l’ostentazione appresa dai social. Scrivere e vivere sono due cose per cui, se non si agisce in modo autentico, si sarà infelici.È giusto fare delle ricerche di mercato e comprendere cosa va di moda e vende di più, tutto dipende dal vostro perché ( a proposito, vi consiglio un libro, “Partire dal perché” di Simon Sinek, lo trovate anche su Kindle).Tuttavia, io…
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Le regole del dialogo
Sapete che ho un debole per gli schemi chiari, che danno un'idea veloce e fruibile riguardo l'argomento trattato. Oggi ve ne riporto due più un bonus, che, sono certa, nella loro commistione, vi faranno riflettere e vi saranno molto utili.
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Lo stile 1
di Antonella Di Moia Quando un autore crea un testo, esso è destinato, nonostante la base di creazione sia la medesima, ad avere una personalità che lo distingue da tutti gli altri. Difatti come abbiamo visto ne “Il viaggio dell’eroe di Vogler“, su una stessa base sono stati scritti milioni di libri estremamente diversi tra loro e ugualmente di successo. Questo evidenzia che ogni scrittore, pur lavorando su un medesimo schema, è in grado di creare qualcosa di originale a partire da se stesso. Ci sono due modi di intendere lo stile: Nel primo caso ci troviamo di fronte alla “riconoscibilità” dell’autore, nel secondo al taglio stilistico definisce il modo…
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Isabelle Allende e … Tosca!
Esistono personaggi talmente "classici" da costituire una fonte di ispirazione pressoché inesauribile. È il caso di Tosca: donna volitiva e impulsiva, passionale e idealista, fedele al suo amore fino alla morte, ma votata alla tragedia nello scontro contro la realtà.
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Le recensioni di Wewriteblog!!
Per comodità vi lascio qui in elenco tutte le recensioni per lo storico man mano che escono. Buona lettura!! “Wabi Sabi. La bellezza delle cose imperfette” “Come la mosca nella tela del ragno” di Silvia Farinazzo “Ithaka. Luna in cielo e rose in terra” di Federica Baglivo “Welschtiroler. Una famiglia trentina durante la grande guerra” “Le dieci chiavi di Leonardo” di Luca Arnaù “Sospiri e Alchimie” di Mirta Drake
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La scrittura sensoriale
di Antonella Di Moia Eccoci, dopo tanto osservare è giunto il momento di parlarne! Che cos’è la scrittura sensoriale? Facciamo una premessa: chi scrive deve dare l’idea dei colori come un pittore, della tridimensionalità come uno scultore, dell’armonia come un musicista, del profumo come uno chef stellato… Insomma, uno scrittore, compatibilmente con i limiti che la parola pone, ha il compito di rendere ciò che scrive tangibile. Cosa accomuna pittura, scultura, musica, cucina, profumi, emozioni? Tutte queste cose traslate nell’arte hanno una struttura simmetrica e armonica, simile alla matematica. Dove c’è ordine, c’è armonia. Dove trovate un insieme armonico di colori, di precisione muscolare, “cromaticità” musicale, di sapori che si…
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Ciak! Si ambienta!!
Non vi prometto un articolo breve. Non vi prometto un articolo accademico. Lo sto dettando work in progress e oggi ho intenzione di divertirmi!
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Speciale: COME USARE UN CLICHÉ
Come già detto nell’ articolo “Generi letterari, schemi di genere e cliché“, il cliché non sempre è una pratica da evitare in narrativa. Infatti se utilizzato con intelligenza diventa uno stimolo prezioso per l’immaginazione creativa
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C’è differenza tra suspense e tensione narrativa?
Benvenuti a questo nuovo appuntamento con WriteOfficinaLab, in cui, di tanto in tanto, guarderemo con la lente di ingrandimento alcuni dettagli inerenti la scrittura creativa. Oggi parleremo di qualcosa che troppo spesso viene dato per scontato: la differenza tra suspense e tensione narrativa, perché effettivamente, non sono la stessa cosa.
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Show don’t tell mediante l’ambiente: Natalia Ginzburg
a cura di Antonella Di Moia Quante volte abbiamo sentito parlare dello Show, don’t tell? Per uno scrittore è un pilastro fondamentale con cui fare i conti pagina dopo pagina. Tuttavia, spesso ho visto spiegazioni blande accomunate a pochi e scarni esempi. Io voglio introdurvi allo Show don’t tell mediante gli oggetti parlando di una delle sue più grandi interpreti: Natalia Ginzburg. Descrivere la stanza in cui vive un personaggio è un validissimo sistema per mostrare senza dire. Mediante questo espediente infatti è possibile definire il personaggio stesso e la situazione che sta vivendo. Prendiamo esempio dall’incipit del romanzo dell’autrice: ”Caro Michele“. Possiamo notare che immediatamente ci dice il nome…
























