Rosa/Romance = Carta straccia?
a cura di Antonella Di Moia
Oggi sono polemica, parto col botto, e lo sono verso coloro che ingiustamente considerano un genere inferiore a un altro solo perché non lo leggono. Giochiamo. E per questo gioco userò come metro di paragone il genere giallo, visto che anch’esso ha dei parametri abbastanza “prevedibili”. Vediamo quanti di voi avranno voglia di sparare a zero, dopo aver letto questo articolo.

Ed ecco che il punto della questione è già stato nominato e riassunto da una sola parola: parametri.
Per quale motivo un Romance dovrebbe essere carta straccia mentre un giallo dovrebbe essere qualcosa di normale e/o dignitoso?
Hanno i medesimi parametri di riferimento:
- Omicidio
- Indagine
- Cattura del cattivo
Da qui:
- Incontro e innamoramento
- Difficoltà
- Lieto fine
Come potete vedere lo schema è lo stesso, cambia soltanto il centro della narrazione
- Un morto ammazzato, magari anche con qualche scena splatter
- Un ragazza in vacanza alle Maldive che incontra un uomo avvenente
Obietterete che nel primo caso si tratta di fare giustizia mentre nel secondo è un avvenimento del tutto normale e che non prevede la galera. Sono d’accordo.
Tuttavia, senza scomodare le teorie di Aristotele sulla gratificazione che si ottiene nel momento in cui si legge qualcosa che si saprà finire bene, scegliendo di godersi il viaggio, desidero sottolineare il fatto che a parità di schema, come a qualcuno può piacere seguire le vicende per la cattura di un killer e le evoluzioni dei peggiori sentimenti dall’animo umano, a qualcun altro può piacere una storia più soft e incentrata sulle paure personali che vengono sconfitte. Alla fine, quindi, entrambi, nella maggior parte dei casi si traducono in lieto fine:
- cattura assassino
- storia d’amore che nasce
Anche gli obiettivi sono i medesimi e la differenza è:
- Il viaggio all’interno del testo, di trasformazione (più rosa, nel giallo il più delle volte i personaggi sono al servizio della storia)
- L’obiettivo da raggiungere (entrambi)
Sottolineo che il genere romantico, così come il giallo, consta di diverse ibridazioni, e anche qui, che sia di qualità o meno, non dipende nemmeno da questo.
Si tratta di due argomenti differenti e le persone sono libere di scegliere cosa leggere, di dichiararlo, senza per questo che essere attaccate con affermazioni del tipo: il rosa è carta straccia. Ignoranti! Documentatevi sul fatturato di questo genere letterario.
Il vero problema di questo genere sta nel fatto che è molto avvicinabile. Chi non si è mai innamorato? È proprio per questo che si presta a scrittori improvvisati che lavorano male. Ma tra questo e il sostenere che questo genere, in tutte le sue accezioni, compresi anche gli mm e altri amici, sono carta straccia, c’è un abisso.
E sapete come si chiama questo abisso? Rispetto, consapevolezza e competenza.
Se una persona rispetta il genere letterario e studia, non succederà che vengano pubblicate delle bozze “malassortite” che gettano fango su chi invece lavora con impegno e amore.
Se una persona scrive con consapevolezza, non accadrà di leggere qualcosa di scritto con superficialità.
Se una persona scrive con competenza, non ci imbatteremo in un testo di dubbio gusto stilistico e di struttura inesistente.
Detto ciò, per l’amor del cielo, anche scritte bene le storie d’amore possono non piacere, è un diritto.
Ma ciò che sto argomentando adesso riguarda altro:
- non tutti i romance contengono cliché a causa dell’indolenza e ignoranza di chi li scrive con leggerezza
- non tutti i romance sono scritti male
- Potrebbe sembrarvi inutile raccontare dell’amore, eppure ognuno di voi nella sua vita, un amore ce l’ha, e lo racconta volentieri
Inoltre c’è confusione tra cliché e parametri di riferimento
- Incontro e innamoramento
- Difficoltà
- Lieto fine
Non sono cliché, ma un macroschema in cui può accadere di tutto. I cliché sono altri, e accadono quando invece di creare un personaggio 3D il romance viene lavorato come un pupazzetto di carta 2D… Sospeso nel vuoto, tra l’altro.
Già, perché ci si affida a scene stra-abusate, non rielaborate. È quello che accade quando ci si ferma alla prima versione utile senza “scavare” per ottenere qualcosa di differente, personale, performante. E questo non ha a che fare solo con lo stile. Più che altro interessa la cura che non viene messa nello scrivere.
Concludo l’articolo dicendovi: “Avete notato? Quel poco che ho argomentato sui romance si applica a ogni libro.” Quindi basta considerare il romance un genere spazzatura. Sì, invece, a distinguere tra buoni scrittori e scribacchini della domenica.
Per tutti gli altri, quelli che amano scrivere e arrivare a un pubblico, lascio il link di Accademia OfficinaWeWrite, che è ancora gratuita. Qui.



2 Comments
Monica
Non so perché, ma non riesco mai a votare… 🙄🙄🙄
Belle parole, Anto. Purtroppo anche nell’editoria, come in molti altri campi, succede che ci siano pregiudizi e opere mal curate.
Speriamo soltanto che chi scrive cresca e che chi giudica senza riflettere, veda la luce.
Grazie per l’articolo. 😊
officinawewrite
Controllo il sito e ti dico❤️