Le regole del dialogo
di Antonella Di Moia
Sapete che ho un debole per gli schemi chiari, che danno un’idea veloce e fruibile riguardo l’argomento trattato. Oggi ve ne riporto due più un bonus, che, sono certa, nella loro commistione, vi faranno riflettere e vi saranno molto utili.

Sono di parte, amo da impazzire i dialoghi, quelli intensi ed emozionanti. Veniamo quindi agli strumenti che possono aiutarvi a raccontare il vostro mondo interiore.
Le regole del dialogo secondo Elizabeth Bowen

Secondo questa scrittrice irlandese, (1899 – 1973), autrice di romanzi e racconti nella tradizione di Harry James e Virginia Woolf, tra cui “La casa di Parigi”, “Crepuscolo”, e “Un mondo d’amore”, ecco quali sono le principali funzioni che deve svolgere un dialogo in narrativa:
- Avere l’obiettivo della coincisione;
- Accrescere le conoscenze del lettore;
- Eliminare gli scambi di routine presenti nella normale conversazione;
- Suggerire un senso di spontaneità, ma eliminare la ripetitività del discorso vero;
- Far progredire la storia;
- Rivelare gli aspetti del carattere di chi parla, in modo diretto (dialogo effettivo) e indiretto (tag e beat);
- Evidenziare le relazioni tra i personaggi.
Altresì, per rispondere a un’altra esigenza, ossia quella di trovare la propria identità stilistica, vi lascio uno schema realizzato da un altro autore; riporta i principi di osservazione e imitazione dei dialoghi dal vero.
Le regole del dialogo secondo Jack Hodgins

Jack Hodgins, romanziere e insegnante di scrittura creativa, ha indicato in questo breve elenco, quali sono i punti essenziali cui bisogna prestare attenzione se si vuole cogliere dal vivo la forza del dialogo.
- Livello, tipo e ampiezza del lessico usato da una persona;
- Tipo di espressione,(gergale, colloquiale, tecnico, ecc..);
- Inflessione e accento;
- Lunghezza delle frasi;
- Ritmo e cadenza;
- Espressioni usate più frequentemente;
- Stati emotivi;
- Gesti ed espressioni del viso;
- Fino a che punto il discorso è esplicito, ed esprime ci che la persona vuole dire.
Le vostre, regole.
Infine voglio aprire una parentesi: al di là degli schemi è normale che ogni autore desideri fare la propria ricerca e arrivare così a un modo personale di impostare i dialoghi e non solo.
Questi schemi sono veramente validi, ma generici, e potreste provare il desiderio di vivere il vostro percorso e di avere cura che la vostra scrittura rispecchi ciò che voi recepite, apertamente e tra le righe. Per raggiungere questo obiettivo vi lascio le mie dritte:
- leggete tanto e in modo critico, ossia facendo attenzione a come uno scritto ottiene un determinato risultato
- non fermatevi al primo manuale di scrittura o corso: nella moltitudine di approcci troverete la vostra alchimia
- non abbiate fretta, ogni intenzione ha il suo tempo di maturazione e acquisizione. Non è leggendo una regoletta che la padroneggerete, ma facendola vostra, mettendola in pratica come vi riesce, inizialmente, per poi giungere al come si deve
- cercare la propria espressività autoriale significa avere una buona cassetta degli attrezzi (studiare), ma soprattutto saperla usare (pratica)
Come sempre vi ringrazio del vostro apprezzamento e della vostra partecipazione. Del modo in cui sistematicamente e con generosità, condividete i miei articoli, per farli arrivare a persone che amano la scrittura creativa come me… E come voi.
Vi abbraccio, buon martedì! Che la creatività e la tenacia siano con voi.


