La scrittura sensoriale
di Antonella Di Moia
Eccoci, dopo tanto osservare è giunto il momento di parlarne! Che cos’è la scrittura sensoriale?

Facciamo una premessa: chi scrive deve dare l’idea dei colori come un pittore, della tridimensionalità come uno scultore, dell’armonia come un musicista, del profumo come uno chef stellato… Insomma, uno scrittore, compatibilmente con i limiti che la parola pone, ha il compito di rendere ciò che scrive tangibile.
Cosa accomuna pittura, scultura, musica, cucina, profumi, emozioni?
Tutte queste cose traslate nell’arte hanno una struttura simmetrica e armonica, simile alla matematica. Dove c’è ordine, c’è armonia. Dove trovate un insieme armonico di colori, di precisione muscolare, “cromaticità” musicale, di sapori che si sposano, a volte contrastandosi, ma risultando sempre gradevoli, ( nel caso del personaggio parliamo di un comportamento coerente), troverete ARTE, RICERCA DEL DETTAGLIO, EQUILIBRIO, BELLEZZA.
Per ottenere ciò bisogna utilizzare un’immedesimazione tale da permettere al lettore di vedere, sentire, quasi gustare il nostro scritto. L’intento di un autore infatti è donarsi, e questo ha per conseguenza la messa in atto di una serie di strategie.
Com’è, dunque, che si può riuscire ad ottenere questo obiettivo?

Tutte le persone percepiscono il mondo attraverso i 5 sensi, per questo è indispensabile che essi vengano resi nella scrittura in modo equilibrato e strutturato, per poter giungere all’immaginario del lettore.
Tuttavia ognuno di voi è cosciente che il troppo in ogni cosa rovina tutto. Come regolarsi?
- Una scheda personaggio dettagliata. Ragazzi, non potete e non dovete scrivere una scena con tutti e cinque i sensi attivi. Rischiereste di appesantire la narrazione. É buona regola comunque creare una scheda per i vostri personaggi che contempli hobby, i gesti che fanno in determinati stati d’animo e tutto ciò che li caratterizza come differenti… perché se dipingete un protagonista, lo avete scelto perché nel vostro immaginario è UNICO. Avere questa attenzione per un personaggio significa che se si arrabbia voi saprete ad esempio che incrocerà le braccia al petto creando distanza con l’interlocutore, oppure che per carattere sceglierà di infilare la porta evitando la discussione. Quindi la caratterizzazione di un personaggio passa anche dai sensi dominanti che lo contraddistinguono.
- Di conseguenza è ovvio che vi serve studiare “Eroe Tematico“, specie se siete alle prime armi, in quanto avete bisogno di delineare le caratteristiche caratteriali in modo coerente. Questo libro, seppure complicato in prima istanza, vi aiuterà a rendere i personaggi più plausibili.
- Successivamente potreste aver bisogno di parametri di comunicazione non verbale. Nel mio sito trovate diversi articoli mirati in argomento, vi lascio il link “Introduzione alla comunicazione non verbale” . È necessario avere la coscienza delle reazioni fisiche, emotive e mentali dei diversi profiling a cui vi state approcciando per scrivere.
- Raccomandazione: usate due sensi a scena, scegliete quello che comunicano di più ciò che avete scelto, e non oltre. Come ho già detto la struttura narrativa non va appesantita con ghirigori inutili. Quindi fate la scheda del personaggio, scegliete i suoi sensi dominanti, e utilizzateli non solo per descrivere la scena, ma anche come metodo di caratterizzazione.
La scrittura sensoriale è mostrare, è uno show don’t tell potenziato dall’invasione di messaggi tra le righe. Non servono molte parole, ma solo quelle giuste. Ricordatevi sempre che nei temi di italiano vi hanno insegnato a dire, ma tra la scrittura e la scrittura creativa c’è un abisso di cose da studiare e di cui tenere conto. Se siete scoraggiati dall’idea di acquistare un libro da studiare per capire come donare ciò che state scrivendo, lasciate perdere: non siete scrittori.
Lo scrittore, quindi non stiamo parlando di un autore affermato che vende la sua arte o di un esordiente che si prodiga nel farla arrivare, è una persona che ha un tale fuoco dentro da scrivere la prima versione per se stesso, poi, con determinazione, lavora finché non è certo di riuscire a donarsi a una persona che non lo conosce. E nel farlo accetta che il suo scritto, una volta in mano al lettore X, non gli appartiene più.

Questo presuppone che lo scrittore:
- che non sia egoista;
- che non sia egocentrico, quindi che non scriva giusto per passare il tempo, e, per giunta, con la pretesa di essere osannato;
- che si impegni per donarsi agli altri. Chi scrive sul serio si prende la responsabilità di ciò che sta creando e del messaggio in esso contenuto, sia esso reale o fortuito;
- che non faccia le cose in fretta e furia perché gliele sbatte il c**** del lettore;
- che non scriva in maniera superficiale, sgrammaticata e talmente fuori dal coro al punto che il lettore dovrà chiedersi se scrive in italiano…
Ragazzi, scrivere è donare:
- una storia;
- se stessi;
- il proprio impegno;
- un ideale;
- un sogno;
- una realtà parallela…
Scrivere è donare fatica, tempo, cervicale, contratture alle spalle, il tempo che non si ha, dedizione, studio! Tutto per… rendere felice la persona che ci legge, permetterle di viaggiare attraverso una storia che ha invaso il nostro cuore e, non meno importante, prendersi la responsabilità del viaggio che si dona a un estraneo.
Detto ciò, scrivete e siate felici. Ognuno di voi ha dentro un mondo da portare alla luce. E là fuori, da qualche parte, c’è un lettore che attende di sognare tramite il vostro inchiostro. Un abbraccio.
Vostra Tempesta ❤️


