Bonus: la sinossi di progetto
di Antonella Di Moia
È mia abitudine, quando mi capita il brano di un cliente che può essere interessante per l’Accademia, condividerne in maniera anonima le criticità.
Ho fatto la valutazione di un testo molto accattivante di genere fantasy. Questa persona ha agito in maniera intelligente, perché invece di cominciare a scrivere senza bussola, ha creato un macro-schema della storia. Ovviamente non ha usato la tecnica che ci ho spiegato nel capitolo precedente e quindi si è arrangiata come ha potuto.

Ha buttato giù le cose che le venivano in mente e poi ha creato una sorta di sinossi di progetto rudimentale. Colgo l’occasione per sottolineare che una sinossi di progetto deve essere sintetica ma chiara. Quindi, partendo dal metodo che vi ho spiegato, avrete sicuramente una base differente e molto più performante. Ma vediamo cosa è emerso dalla consulenza sulla progettazione del cliente.
Who – chi – ? È il punto debole di questa progettazione.
È la prima criticità che mi è saltata all’occhio e quella che ha rovinato tutto il tentativo di progettazione. Infatti nelle prime righe viene scritto che il protagonista è un re cui viene negata la successione con una serie di intrighi non ben specificati. Subito dopo però, superate le prime dieci righe, il resto della sinossi è dedicato tutto alla sua consorte. Verso la fine di questa progettazione le vicissitudini della consorte si intrecciano con quelli del re rimanendo sempre in primo piano. È ovvio a questo punto che l’autore, nonostante le buone intenzioni, ha messo al centro la consorte del re. Tutti gli avvenimenti dominanti infatti vertono su di lei: desidero, dolore, reazione, aspirazione. Il re si trova così a sbiadire come un mero sfondo.
Quando iniziate una sinossi di progetto mettete subito al centro il protagonista. Vi faccio un esempio prendendo spunto dallo schema del capitolo precedente (riguarda i miei allievi di Accademia, non il gruppo facebook).
“Gabriele era scoraggiato, sua moglie era riuscita ad allontanarlo dalla figlia raccontando una serie di frottole. A un certo punto quest’uomo va in pensione, si guarda intorno e, a parte due piantine sul davanzale della finestra, non gli rimane nulla. Capisce che il momento degli alibi è finito e che deve affrontare la figlia e gli errori fatti in gioventù, come neo padre, senza cattiveria. Decide di partire.”
Che cosa ho fatto? Vi ho detto chi è il personaggio, come si chiama, l’età, com’è fatto, lo status e ho accennato il movente che lo porta a intraprendere il viaggio in Norvegia. A questo punto posso continuare la sinossi di progetto e raccontare che gli succedono una serie di imprevisti grazie ai quali incontra la persona di cui poi si innamorerà, che guarda caso quest’ultima parla italiano, e quindi diventerà il suo punto di riferimento per cercare la figlia e muoversi in un ambiente sconosciuto.
Abbiamo quindi una trama abbozzata per intero: c’è il personaggio e la sua situazione iniziale, inclusa del DESIDERIO, ossia di ciò che muove la storia. In questo caso il punto di partenza, lo ripeto, è un pensionato che ha dei rimpianti di cui non ne sopporta più il peso. L’oltre riguarda lo scavo dell’interiorità del protagonista e gli eventi che permettono al lettore di vederne le sfaccettature.
Ciò implica anche raccontare cosa è successo in passato e come è arrivato fino a quel punto. Detto ciò, è ovvio che una sinossi di progettazione non è qualcosa da scrivere alla leggera e senza parametri di riferimento.
La sinossi di progettazione
Che cos’è una sinossi di progettazione? A cosa serve?
La sinossi è un riassunto breve dell’opera che mira a fornire una panoramica del contenuto, evidenziando i tutti punti salienti:
- 1. Identifica l’Arco Narrativo Principale:
- Inizio
- Complicazione
- Climax
- Scioglimento o Denouement
- Finale
Ciò permette di avere le idee chiare dal punto di partenza al finale. Non è affatto scontato.
- 2. Presenta i Personaggi Principali:
- Introduci brevemente i protagonisti e il loro conflitto o dilemma centrale.
- Protagonista
- Spalla del protagonista
- Antagonista
- Spalla dell’antagonista
- Personaggi secondari
- Comparse
- Introduci brevemente i protagonisti e il loro conflitto o dilemma centrale.
- 3. Mantieni la suspence:
- stabilisci una strategia che permetta alla trama di non essere scontata
- Comprende eventuali sottotrame e virtuosismi tecnici volti a ottenere un determinato risultato
- 4. Sii essenziale: Assicurati che la sinossi non superi le due pagine. Deve essere abbastanza dettagliata da dare un’idea chiara dell’opera, ma abbastanza breve da rimanere il tuo punto di riferimento.
Lo scopo della sinossi di progetto infatti è quello di stabilire dei punti fermi che vi permettano di orientarvi nel momento della creazione senza fare confusione o errori.
Quando lavorate così succede che non scrivete il superfluo e non vi perdete dietro i dettagli inutili. Una buona regola è rileggerla dopo un po’ di tempo “facendo finta” di non sapere cosa avete scritto. Come si fa? Si legge una frase ad alta voce, «Cosa ho detto in questa frase? Ho scritto questo questo e questo». Analizzate tutto, senza fretta, concentrati. Non lasciate nulla di sottinteso.
Ci si ferma e si ragiona:
- 1. ciò che ho scritto da un’immagine di insieme di ciò che desidero narrare?
- 2. Oppure ci sono dei vuoti?
- 3. Che età ha il protagonista?
- 4. Cosa sta succedendo nella sua vita?
- 5. Dove si trova?
- 6. Dove vive e come?
- 7. Che mestiere fa?
- 8. Il “motore” della storia è venuto fuori ed è chiaro?
Se a queste domande rispondete in maniera nebulosa e approssimativa significa che non avete scritto bene la sinossi, soprattutto che la storia anziché essere scritta su quel pezzo di carta, su quel file al pc o sullo smartphone, è ancora nella vostra testa.
Quando scrivete è necessario che siate coscienti del fatto che se un estraneo prende quel pezzo di carta e non comprende cosa avete scritto, c’è un problema: non avete ancora scelto davvero quale storia volete raccontare. Potreste essere increduli in merito visto che vi state impegnando; eppure, metterci “sforzo” non sempre è sufficiente a ottenere la sostanza, specie se non si lavora in maniera attenta e focalizzata.
Scrivere storie è complesso perché implica un passaggio intermedio tra il nostro pensiero e la parola scritta. Si tratta di una vera e propria codificazione del pensiero in parole, scevra di personalismi dialettici e vizi di forma. Ci sono delle frasi che per voi sottintendono in maniera naturale un mondo intero e che per un estraneo sono indecifrabili. La scrittura invece di per sé ha il compito di comunicare qualcosa a un potenziale lettore, soprattutto di farlo in un modo che permetta di comprendere il nostro messaggio.
Immaginate di essere al bar, di iniziare a parlare del più e del meno con qualcuno che prende il caffè accanto a voi. Avere una persona di fronte rende semplice modificare il registro di comunicazione in modo da essere compresi, nella scrittura è differente perché non avete dei punti di riferimento e per questo può accadere che vi esprimiate in maniera personale, e, ipoteticamente, confusionaria per.il vostro interlocutore.
Scrivere un romanzo è un atto confidenziale quanto parlare con qualcuno, ma è più complesso in quanto il destinatario è un estraneo, ecco perché è così importante avere ben chiaro cosa volete dire e come, cosa volete omettere e quando. La progettazione non è un limite, ma l’organizzazione di tutti gli ingredienti che vi permetterà di scrivere qualcosa che avrete ben chiaro in mente nel modo giusto.
Scrivere in modo infallibile equivale a cucinare. Immaginate di decidere di preparare una carbonara. È ovvio che siano richiesti determinati ingredienti anziché altri, quindi li preparate e seguite il processo che vi permetterà di ottenere il vostro obiettivo. Scrivere è uguale, significa che fatta la preparazione giusta, nel momento in cui iniziate a scrivere una bozza zero, ossia la prima stesura assoluta del vostro romanzo o racconto, sarete in grado di farlo con serenità e senza pensare a dettagli che avete già definito.
La bozza zero infatti è la prima stesura del vostro testo, è qualcosa di personale che ogni autore scrive, non, per il lettore, ma per se stesso. Sembra un paradosso ma in realtà è così: la prima bozza è sempre per voi, è un momento intimo tra lo scrittore e il suo estro creativo. Chi di voi non si è fatto una grossa risata scrivendo una scena divertente o si è commosso in una triste?
Solo dopo l’arte e il desiderio comunicativo vi porteranno a regalare le sensazioni che avete vissuto al lettore. In conclusione la sinossi di progettazione è quello strumento che vi permetterà, grazie a dei parametri essenziali, di godervi l’atto di creazione senza avere timore che l’impalcatura narrativa vi crolli addosso in un niente di fatto.
Datemi retta, godetevi il viaggio.
Vostra Antonella Di Moia 🌻


