Storytelling efficace

Storytelling efficace
di Antonella Di Moia
A seguito di una serie di domande dei miei allievi, vi lascio qualche suggerimento pratico e veloce. Resto a disposizione in pubblico e in privato per domande aggiuntive. Buona lettura!
Che cos’è lo storytelling?
Il termine storytelling, story e telling, può essere tradotto letteralmente con “raccontare una storia”. In pratica, è una tecnica di comunicazione che, tramite la narrazione di storie, viene utilizzata per attirare l’attenzione di un target specifico. Come si evince da questa introduzione non è usato solo in narrativa, ma anche dalle aziende, per i brand e le pubblicità.

Lo scopo è far nascere nel lettore o cliente il desiderio di compiere l’acquisto del prodotto o servizio venduto, convincendolo che è idoneo e/o indispensabile a soddisfare i propri bisogni. Raccontare storie infatti consta di un potenziale nettamente superiore rispetto alla pubblicità classica.
Ma torniamo alla narrativa.Ipotizziamo che vogliate scrivere una storia accattivante ed efficace. Come si fa?
Vediamo quali sono i punti principali per usare lo storytelling, ossia l’arte del raccontare, in modo efficace
- Avere le idee chiare e mettere giù una buona progettazione
- Prediligere l’essenzialità
- Realismo
- Lo stile personale
- Non ingannate il vostro pubblico
- Leggere, documentarsi, e SOLO DOPO scrivere
- Controllare la struttura della trama della propria storia più volte
- Immedesimatevi nel vostro pubblico.
Il primo problema che affronta uno scrittore è che ha una manciata di secondi per convincere il lettore a comprare la propria opera. Avendo poco tempo a disposizione è ovvio che il prodotto debba essere impeccabile. Per questo se un lettore aprirà un libro il cui l’incipit non è chiaro e la sintassi confusa, abbandonerà la lettura.
Come fare?
Avere le idee chiare e mettere giù una buona progettazione
Se ci si mette al PC a raccontare una storia senza avere le idee chiare, facilmente non si riuscirà a scrivere in modo adeguato sia a livello concettuale che sintattico.Se posso darvi un suggerimento utilizzate il metodo Kipling. Non sto parlando di una progettazione maniacale, ma per sommi capi. Quando ci si approccia a un nuovo lavoro è necessario avere bene in mente almeno i punti salienti della storia.
Prediligere l’essenzialità
Molto spesso una trama viene rovinata da un linguaggio troppo altisonante e pomposo, da avverbi e aggettivi utilizzati come se piovesse e a sproposito e da una sintassi dispersiva. Ognuno di noi ha un registro linguistico maturato nel tempo e grazie anche alle esperienze personali. Tuttavia quando si scrive per un pubblico bisogna essere più essenziali possibili e ricorrere a un linguaggio che seppur ricercato di base sia fruibile per tutti. Se ad esempio si tratta di un manuale universitario di medicina, è ovvio che al suo interno vi saranno delle parole specifiche che rimandano a un preciso concetto o a una patologia, Ma nel caso di una storia, tolti alcuni termini tecnici che potrebbero riguardare l’argomento (una storia sull’equitazione, un giallo medico-legale eccetera), bisogna mantenersi più essenziali possibile e nel momento in cui si utilizzano dei termini per necessità narratologica, è importante che essi vengano disposti all’interno del discorso in modo da essere compresi anche se la persona non ha quella competenza o quelle informazioni. Con questo non sto “uccidendo” la creatività e lo stile, al contrario: vi sto suggerendo di precisare il vostro modo di esprimervi in favore di una qualità che può essere anche estetica, purché non escluda il lettore, che è il destinatario ultimo della vostra opera.
Realismo

Ci sono tanti modi per rendere realistico un racconto, tra questi vediamone alcuni:
- Ambientazione curata
- Atmosfera d’ambiente
- Caratteristiche del personaggio
- Coerenza tra l’epoca scelta per la storia e quest’ultima
Quando parlo di ambientazione intendo il luogo dove succede la storia, prima di mettersi a scrivere è necessario fare delle ricerche che vi permettano di descrivere in modo credibile il posto dove avviene tutto. In un articolo a parte ho già dato diversi suggerimenti (qui) affinché possiate organizzare questo studio preliminare.
L’atmosfera d’ambiente invece riguarda non il tempo della storia, né il posto, ma la stretta cerchia di influenza dove avvengono gli avvenimenti. Un ghetto della periferia di New York? Un locale nascosto nelle favelas? Un lussuoso ufficio di Manhattan? Una casa di campagna toscana? A seconda del luogo che avete scelto esso svilupperà anche un’atmosfera d’ambiente che consta di una serie di fattori che lo caratterizzano. Quindi ad esempio avremo una casa di campagna toscana circondata da immense praterie e campi di grano, cipressi ai lati delle stradine, profumo di pane e persone che parlano e si pongono in un determinato modo, visto che il loro retaggio culturale è specifico.
Altra cosa che influenza l’atmosfera d’ambiente è il genere letterario che volete scrivere. Se state scrivendo un horror è normale che non potrete raccontare l’interno di un castello infestato dagli spiriti come se fosse la casa abbandonata dove andavate a giocare da bambini nel paesello. Mentre la storia horror si basa su ciò che non si conosce come fattore scatenante della paura, nel secondo caso abbiamo il mistero e il desiderio di scoprire, di disobbedire ai genitori. Il movente, insomma, è completamente diverso. Di conseguenza lo sarà anche il modo in cui l’ambiente viene presentato. Quindi fate molta attenzione a scrivere una storia coerente con il luogo che avete scelto, con l’obiettivo e con il genere letterario di riferimento. Difatti tutte le parti della narrazione sono finalizzate a raccontare un determinato avvenimento con una specifica valenza.
Le caratteristiche del personaggio sono importantissime per rendere tangibile una storia. Avete mai provato a inserire la comunicazione non verbale nella scheda del vostro protagonista? Cosa fa quando si arrabbia? Che gesto ricorrente ha se è a disagio?

Inoltre, avete mai valutato il tipo di reazione che volete suscitare nel lettore? Immedesimazione o empatia? Ci sono innumerevoli modi di scrivere bene un libro, studiate, scrivete, divertitevi e provateli TUTTI!
Coerenza tra l’epoca scelta per la storia e quest’ultima. Questo punto immagino vi abbia lasciati piuttosto perplessi. Ve lo spiego in un paio di frasi. Se ambientate una storia come il richiamo della foresta nel 2010 e in Sardegna, potrebbe accadere e avere senso? NO!!
Ultimamente mi è capitato di correggere dei testi con ambientazioni di tempo e di luogo assolutamente inadatti e fuorviante. Peggio ancora, niente affatto performanti. Ragazzi, la narrativa non è la realtà, ma il fatto che al suo interno avvenga una sospensione del reale non dovrebbe mai farvi dimenticare che ciò avviene col benestare del lettore. Ora, questa povera anima, come fa a fidarsi della vostra storia se in partenza “qualquadra non cosa”?
Lo stile personale
Ogni autore quando scrive mette qualcosa di sé all’interno della narrazione, ma oltre a ciò è importante che egli stesso sia è coinvolto da ciò che sta scrivendo. Scrivere una sinossi “lunga” e scrivere un libro sono due cose differenti. Per scrivere davvero un libro bisogna immaginare ciò che si sta scrivendo diapositiva per diapositiva come se ci foste dentro. È un dato di fatto che il filtro dell’autore influenza enormemente la storia, nonostante essa sia stata progettata con dei personaggi fatti in modo X in ambientazione Y e con intento Z. Tuttavia è molto importante che la penna dell’autore e il suo modo di guardare la storia siano percepibili. Ciò renderà unico il vostro lavoro.
Non ingannate il vostro pubblico
Chi non conosce la famosa pistola di Cechov? Secondo questa teoria se all’inizio della storia c’è una pistola sul tavolo, certamente essa sparerà prima della fine della narrazione.
Cosa significa questo? Se nell’iniziare la storia il centro di quest’ultima sarà che la protagonista vuole trovare l’amore, ma successivamente a causa di una mancanza di progettazione la storia diventa altro e si arriva alla fine di quest’ultima che la protagonista ha trovato lavoro, capite bene che il lettore si sentirà preso in giro perché voleva leggere una storia d’amore. Altresì se promuovete il vostro testo come il più grande di tutti i tempi mentre magari non avete curato neanche l’editing, lì il lettore si sentirà truffato per la mancanza di attenzione e di cura nei confronti di un prodotto messo poi in vendita. Ogni livello comunicativo necessita assolutamente di schiettezza e autenticità.
Leggere e SOLO DOPO scrivere
Questo punto non vuole soltanto esortare chi ama scrivere a leggere di più, ma a fare una vera e propria ricerca di mercato e di stile. Se desiderate scrivere un determinato genere letterario e non ne sapete granché, è ovvio che il testo che andrete a redigere avrà una qualità più bassa rispetto a un testo scritto con la consapevolezza di quello che c’è di simile sul mercato.
Uno scrittore che non sa nulla di romance e vuole scriverne uno non andrà molto lontano. Non si tratta di copiare gli scritti di altri autori, e nemmeno di omologarsi alle correnti odierne o alle trame del passato, ma di “studiare” e attuare una contaminazione positiva. Se lo scrittore è competente riguardo il genere letterario di cui sta per scrivere significa che non incorrerà in moltissimi errori di ingenuità e ignoranza. Il suo bagaglio culturale gli permetterà di attuare una progettazione efficace, nonché di trovare delle idee creative notevoli per differenziare il proprio lavoro da quello di massa.
Oltre a essere degli autori consapevoli nel proprio campo e ben attrezzati con una cassetta degli attrezzi personalizzata è molto importante anche fare ricerca. Come accennato nel punto in cui si parlava di ambientazione, ogni storia ha un suo background specifico e deve essere esplorato come si deve dall’autore. Non fare ricerca prima di mettersi a scrivere significa non sapere di cosa si sta scrivendo e farlo mediocremente. Difatti la ricerca evita storie approssimate, irrealistiche, campate in aria e scritte male.
Volete un riferimento per le vostre ricerche? Vi lascio questi punti:
- Leggere almeno dieci fonti
- Preparate una bozza con tutte le informazioni
- Evidenziate le informazioni più importanti
- Scoprite le domande più frequenti sull’argomento
- Leggete cosa cercano le persone su Google riguardo all’argomento
- Valutate chi è il vostro pubblico di riferimento
Controllare la struttura della trama della propria storia più volte.
Ipotizziamo che abbiate creato una trama chiara, basata su ricerche attente e che abbiate curato i dettagli in modo realistico. Supponiamo che vi siate premurati di essere leali col lettore nel raccontare la vostra storia, soprattutto di essere voi stessi nello scriverla. Bene, cosa manca?
Ovviamente una volta scritta la bozza 0 di un testo è necessario farla riposare per poi rileggerla. Quando si lavora nuovamente su una bozza che in prima scrittura vi sembrava perfetta, quali sono le prime cose da fare?

- Controllare la trama che avete scelto:
- È credibile?
- È chiara?
- Funziona?
- Ci sono dei passaggi che danno la sensazione di forzatura?
- Eliminare le parole non necessarie: spesso accade che nel momento dell’ispirazione si abbia fretta di esprimersi e che quindi non si utilizzino le parole specifiche e giuste nelle descrizioni e all’interno della narrazione stessa
- Semplificare le frasi e le espressioni.
- Può accadere anche di scrivere delle frasi molto articolate che diventano ostiche per un lettore esterno. Ecco quindi che si rende necessaria una semplificazione per aiutare la comprensione della storia.
- Eliminare tutti i dettagli inutili che allontanerebbero i lettori.
- Molto spesso in prima bozza accade di scrivere tutto quello che ci viene in mente. Non necessariamente a fine lavoro quelle scene, quelle frasi e quei paragrafi sono necessari alla storia. Restare essenziali non significa impoverire il proprio testo di narrazione, bensì dare respiro alla propria storia e a ciò che si è scelto di mettere al centro.
Provate ad immaginare una stanza piena di ninnoli e in cui non ci sia neanche un po’ di spazio per poggiare il pacchetto che vi è appena arrivato dal corriere Amazon. Scomodo vero?
Guardatevi attorno, non vi sentite oppressi dal “troppo pieno”?
Visualizzate ora invece una stanza che ha sì, il suo stile, ma lascia anche spazio. Avrete una maggiore sensazione di respiro e di ordine in un posto così arredato.
Così è anche per la narrativa.
Se avete dei problemi nel tagliare ciò che è in eccesso o non riuscite a identificare cosa è di troppo, provate a chiedervi quale frase, paragrafo, scena o addirittura capitolo potete togliere senza intaccare la storia. Quando avete trovato il di più, valutate se è solo un riempitivo o se davvero arricchisce la storia e come.
Immedesimatevi con il vostro pubblico
Vediamo come :
- Pensare ai problemi/bisogni del pubblico
- Perché una persona dovrebbe scegliere di leggere il vostro libro?
- Qual è il movente?
Usate la risposta a questa domanda per rendere il vostro testo più performante
- Pensate alle domande che potrebbero farsi durante la lettura.
Una storia scritta male consta di dettagli che vengono dati per scontato dall’autore e che il lettore non riesce a recepire o finalizzare durante la narrazione. Affidatevi quindi a dei buoni beta reader per riuscire a trovare questi difetti e rendere la lettura piacevole.


