I grandi insegnano

La sfida di Hemingway

a cura di Antonella Di Moia

Sotto l’apparenza di un racconto d’avventura, “Il vecchio e il mare” di Hemynguay, rivela tutto il suo fascino grazie alla costruzione di un intreccio narrativo tra i più avvincenti. Tutto è incentrato sulla lotta dell’anziano pescatore con la sua enorme e selvaggia preda, che diviene allegoria della lotta per l’esistenza.

Ognuno di noi nella propria vita ha qualcosa per cui combattere, ed è su questo che fa perno la storia di Hemingway.

Lo stile di scrittura di questo autore nasce dall’esperienza giornalistica, ed è per questo che, in particolar modo in quest’opera, troviamo uno stile pulito ed oggettivo. Questa scelta non è casuale, poiché l’autore desiderava ottenere un risultato che desse vita a più livelli di lettura e fosse accattivante come suspense. Difatti, grazie alla strategia che ha scelto, “Il vecchio e il mare” ha un notevole spessore emozionale. Il motore trainante difatti emerge grazie alla combinazione tra emozione e suspense.

Altro dettaglio non da poco è che tutto lo scritto è permeato da una serie di domande di base:

  • Dopo 84 giorni senza alcun risultato, oggi il vecchio riuscirà finalmente a pescare qualcosa?

Qualche pagina dopo scopriamo che Santiago prende all’amo un pesce di dimensioni mostruose. E le domande cambiano.

  • Riuscirà ad avere ragione del pesce?
  • Sopravviverà?

Dopo 60 pagine circa, scopriamo che riesce ad avere la meglio sulla preda dopo ben tre giorni di lotta estenuante. Tuttavia, Santiago non farà in tempo neanche ad assicurare la bestia di sette quintali al lato della barca, che verrà attaccato dei pescecani. Si trova quindi a dover combattere di nuovo per difendere il risultato che ha ottenuto.

  • Riuscirà a difendere la sua preda dei pescecani?

Quindi l’interrogativo da cui eravamo partiti, cioè se sarebbe riuscito a catturare o meno il pesce, si trasforma e diventa: riuscirà il vecchio a difendere la sua conquista? Sono questi, in successione, i tre momenti della trama. Ognuno di essi genera a suo modo la suspense, fornendo nel contempo tutta una serie di indizi e di risponde che ci consentono di proseguire la lettura.

Ma come già detto nei paragrafi precedenti, questa storia di per sé semplice, che si muove in relazione allo schema causa- effetto, non può catturare il lettore se non mediante un personaggio complesso e tridimensionale come Santiago. Questo protagonista infatti esercita un fascino sui lettori e ne tratteggia al contempo l’impresa e la tragedia.

Man mano che la storia si dipana ed evolve, infatti, l’immagine iniziale del protagonista muta e si arricchisce di sfumature, nonché di risposte, restate in sospeso o celate inizialmente.

Ecco quindi che alle domande dirette sul “Cosa accadrà dopo?”, nel sottotesto scopriamo anche chi è questo vecchio e come è arrivato alla sua identità.

Tornando a porre l’attenzione sulle domande dello schema causa effetto utilizzato da Hemingway,

  • Riuscirà a prendere qualcosa dopo 84 giorni?
  • Potrà avere ragione di una preda tanto potente?
  • Sopravviverà?
  • Come la trasporterà a riva?
  • Riuscirà a difenderla dai pescecani?
  • Come potrà sopportare la sua sconfitta?

Gli sviluppi imprevisti della trama, come potete notare dalle domande, (ricordate che la domanda per l’azione si riflette quella sulla vita del personaggio nel sottotesto), portano a una sovrapposizione tra azione e pensieri che diviene un mondo tridimensionale. Un’opera letteraria ben scritta infatti suggerisce decine di interrogativi, ognuno dei quali a sua volta suscita un senso di mistero, che a sua volta conduce al l’intrigo, lasciando al lettore la possibilità di decifrarlo.

In realtà l’autore lancia una sfida al lettore: Ecco i personaggi, ecco gli eventi. Cosa credi che succederà? Questa sfida è il vero motore di tutta la storia poiché sprona il lettore pagina dopo pagina capitolo dopo capitolo. Non appena egli sembra trovare una risposta, subito ne deve cercare un’altra e un’altra ancora e così di seguito per tutto il romanzo.

Ernest Hemingway

Nacque nel 1899 a Oak Park, Illinois, nei pressi di Chicago, nella zona dei grandi laghi. Rinunciò all’università per dedicarsi alla carriera giornalistica, iniziando come cronista in un giornale di Kansas City. Combatte nella prima guerra mondiale sul fronte italiano, dove venne ferito. Da allora la carriera di scrittore venne nutrita da un’esistenza avventurosa e vagabonda, ricca di esperienza decisive e di incontri con scrittori importanti da Scott Fitzgerald a Pound, fino a James Joyce. Nel 1925 apparve la raccolta di racconti “Nel nostro tempo” seguita dal romanzo ” Fiesta ” e poi nel 1929 da “Addio alle armi “. Combatte nella guerra di Spagna, esperienza da cui trasse poi il romanzo “Per chi suona la campana “. Dopo altri successi e la fondamentale raccolta “I quarantanove racconti”, nel 1952 pubblico il romanzo “Il vecchio e il mare” e due anni dopo vinse il premio Nobel per la letteratura. Nel 1961 si tolse la vita in preda a una grave crisi depressiva. Hemingway è uno dei modelli letterari del 900 per il turbinoso ma felice incontro fra la vita e la scrittura, e soprattutto per la creazione di un personalissimo linguaggio narrativo: asciutto, oggettivo e controllato, da cui emerge la grande forza del dialogo.